Industria 4.0

Il concetto nasce ad Hannover, in Germania, nel 2011 a partire dalla considerazione che è iniziata la “quarta rivoluzione industriale”, dopo la prima dal 1784, la seconda dal 1870 e la terza dal 1970, rispettivamente con l’implementazione della macchina a vapore, l’elettricità e l’informatica.

Semplificando di molto, si è considerato che utilizzando IoT (Internet of Things) in fabbrica, la produzione avrebbe giovato in tempi, risorse e costi.

Ad esempio, grazie a macchine interconnesse tra loro, che effettuano auto diagnostica e manutenzione preventiva, è possibile entro questo 2020 superare in velocità, qualità e capacità quella fornita dagli esseri umani. Gli impianti sono così flessibili da permettere una forte personalizzazione del prodotto, in funzione del singolo cliente e il flusso di lavoro può essere studiato virtualmente prima di introdurlo fisicamente in officina così da verificarne il funzionamento e potenziarne le performance a priori. La fabbrica può approvvigionarsi di energia senza sprechi e al minor costo possibile.

Il maggiore ostacolo – ignorando l’arretratezza digitale cronica del Paese, quint’ultimo in Europa! – secondo Luciano Pero[1] è certamente la difficoltà culturale nell’accettare il cambiamento del modello organizzativo. Se, da un lato, le grandi aziende, vuoi per maggiori risorse umane ed economiche, vuoi per maggior dinamismo organizzativo, sono più portate alla via alta dell’innovazione [2], nelle PMI sono più resistenti gli stereotipi organizzativi [3], dove la gestione rimane fortemente chiusa e gerarchica e i manager ossessionati dal taglio dei costi.

I governi italiani hanno legiferato già dal 2016 – governo Renzi – in fatto di Industria 4.0 prevedendo incentivi economici per le imprese che investono in beni strumentali nuovi, beni materiali e immateriali purché funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale. Si sono previsti crediti d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, regimi di tassazione agevolata per brevetti, marchi e know how, un settore specifico per la formazione – competenze 4.0 – Non sono state dimenticate startup e PMI “innovative” cui sono state dedicate specificità in materia di semplificazione amministrativa, mercato del lavoro, agevolazioni fiscali e diritto fallimentare.

Nel 2017 – governo Gentiloni – il piano Industria 4.0 si è trasformato in Impresa 4.0 così da coinvolgere non più le sole realtà produttive, ma più genericamente tutte le realtà imprenditoriali. Si pensi ai Servizi, per esempio, dove il potenziale di applicazione digitale è davvero molto elevato.

Impresa 4.0 è stato rivisto nel 2018 – governo Conte I – e nel 2019 – Conte II – diventando Piano Nazionale Impresa 4.0, includendo nuove strategie nazionali quali la blockchain, l’intelligenza artificiale e la sperimentazione del 5G e prevedendo contributi a fondo perduto con voucher innovation manager[4] affinché vengano impiegate figure in grado di implementare le tecnologie previste nel Piano stesso.


[1] docente di Organization Theory and Design al MIP-Politecnico di Milano

[2] La “via alta” all’innovazione, scrive Luciano Pero, non solo non è una mitologia, ma trova ampio e concreto riscontro nelle imprese più dinamiche e innovative, che hanno usato le difficoltà, generate dalle grandi crisi, per imboccare con decisione la strada di una lean evoluta, adattandola alle proprie strategie di business e cavalcandone gli acceleratori digitali. Ne sono testimonianza i più recenti sistemi aziendali come il World Class Manufacturing (WCM) del gruppo FCA, il Pirelli Production System o il Lean Luxottica System, la cui comune ricetta – applicabile indipendentemente dalla dimensione di impresa – è semplice, ma richiede grande forza di volontà. Soprattutto quella di aprirsi e di aprire l’impresa alla partecipazione di tutti gli stakeholders (=”chi ha interessi nell’azienda”) interni ed esterni, a cominciare dai propri dipendenti.

[3] https://www.economyup.it/innovazione/industria-4-0-non-solo-nuove-tecnologie-ecco-come-innovare-il-modello-organizzativo/

[4] https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2019-07-01&atto.codiceRedazionale=19A04242&elenco30giorni=true